Uomo

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Quando comprendi il meccanismo intorno a cui ruota la vita, non vivi più.

Il presente diventa un tempo morto, uno spazio asfittico. Eppure accade. Continuamente. E questo continuo accadere, questo susseguirsi di gioie e dolori, te lo trascini, assieme a questa consapevolezza, fino alla trasformazione cui è teso: la fortificazione dalla delusione, la soddisfazione dal piacere.

Vivere in funzione dei risultati.

Alla fine dei giorni riceverai il senso compiuto di tutte le compromissioni e, finalmente, non proverai pentimento per alcuna di queste. Perciò sei mortale. L’immortalità ti negherebbe un resoconto degli accadimenti.

La mia anziana nonna, al tramonto della sua esistenza, mi ha detto: 

– Non  ho mai pensato che sarei diventata così –

Lei ha vissuto tutta la sua vita nel presente.

Io sono predisposta a vedermi invecchiata dal tempo, inasprita dalle disillusioni, appagata mai.

Questo perché il piacere è il sentimento del presente.

Il mio presente è assente. Lo ripudio per via della sua caducità. Non comporta evoluzioni di alcun tipo. Lo biasimo, così come tutti coloro di cui ne godono.

Io bevo per riflettere su questo. Non per evitare di pensarci.

Il mio amico di una vita mi dice:

– Fai questo e quello, così non ci pensi! –

Io gli rispondo che astenersi dalla riflessione è un delitto. Cosa potrei farmene del presente in disfunzione del futuro? Non è certo questo il carpe diem da molti malamente interpretato a proprio favore.

Così, mi ritrovo a evitare la vita, quella quotidiana.

L’uomo che amo ha stabilito di disfarsi di me, giacché non può tenermi vicina.

Io continuerò ad amarlo, perché il sentimento che provo per lui si rivelerà mio compagno di viaggio più di quanto lui stesso sarebbe stato in grado di fare.

I miei studi sono tortuosi e sempre incompleti, ma so che ringrazierò la fatica che mi costano quando saranno in grado di rispondere a ogni mio quesito.

L’arte è un’attenuante volitiva. Accomoda, accoglie, rigenera. Mai stanca. È il farmaco incantatore che conduce all’immortalità. Ne divento dipendente. Gratifica.

Perché vivi, uomo? A che, la vita tua, è disposta? Migliòrati.

Si studia per diventare migliori, non degli altri. Si studia per diventare migliori.

Arricchisci la tua esistenza del senso stesso che le conferisci.

In quale momento del giorno, della notte, ti soffermi a pensare? È un rischio, lo so. Non ne sei abituato. Fattene una ragione: ormai ti trovi qui, i piedi disseminati, le strade infinite.

Cosa ti trattiene? Disegna la tua missione. Perseguila.

Uomo, la nostra condizione è comune.

Il cuore si scioglie, temprato.

Sei tu, che rinneghi la vita.

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