S-COPPIA

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Erano anni che non scopavo così.

C’era stato il matrimonio, poi l’incidente e la bambina.

A pensarci ora – proprio nel momento in cui mi godo i postumi dell’orgasmo sdraiata sul letto evacuato dall’uomo – mi rendo conto che neanche la ricordo più, l’ultima volta che ho scopato così. Non parlo di amore, è chiaro. Quello, Carlo era sempre stato in grado di darmelo, fino all’incidente. E che colpa posso dargli se ora si ritrova desensibilizzato come un eunuco? È stato fin troppo buono con me. Lui sì che mi ama. Mi ha amata da sempre più lui di quanto l’abbia fatto io e, forse, in seguito all’incidente, il suo amore nei miei confronti è addirittura cresciuto. Sarà perchè io non l’ho abbandonato, ma non è stato facile per niente. Sono stata fortunata: quale uomo concederebbe alla propria moglie, per giunta incitandola, di farsi un amante? Ora, una volta a settimana, mi ritrovo in un letto extra-matrimoniale a farmi sbattere da uno sconosciuto. Che scopa come un animale, lo devo ammettere. Sono rimasta con una mano in mezzo alle gambe a sentire le pulsazioni che ancora si producono a fior di pelle, la testa inclinata da un lato. Ha lasciato la porta del bagno aperta, lo vedo farsi la doccia dietro il pannello in plexiglass, dritto davanti a me. Io odio le persone che si lavano dopo un rapporto sessuale. È come infilarsi due dita in gola e vomitare un pasto prelibato. Ma, nel caso di Paolo, mi fa piacere che lo faccia, così mi lascia sola nel letto dopo che abbiamo finito. Certo, è un bellissimo uomo, sembra una statua greca. Non l’ho mai avuto un uomo così bello ma, del resto, non sono mai stata attratta dalla bellezza. E comunque mi sembra un vero imbecille: è evidente che si piaccia da morire. Tanto meglio, almeno non rischio di mettere a repentaglio il matrimonio. Carlo è stato così buono con me. All’inizio, voleva addirittura trovarmelo lui, l’amante, ma io non ho voluto farla così sporca. Tra l’altro non ho avuto difficoltà a travarlo da me. Paolo è il mio personal-trainer, mi corteggiava da quando mi ha conosciuta, pur sapendomi sposata. Io andavo ad allenarmi in palestra tre volte a settimana fin da prima dell’incidente, ma non sono mai stata tentata a cedere alle sue avances. Ora, uno dei tre allenamenti lo approfondisco a casa di Paolo, per non essere troppo esplicita con Carlo. Ma figuriamoci se mio marito non indovina che sto andando a scopare. In ogni caso, ogni volta che esco, per lui è una roulette russa, da cui, prima o dopo, il colpo viene esploso. È un argomento che evitiamo sempre di trattare comunque e, tuttavia, che importanza può avere questo gioco? La riproduzione oramai mi è preclusa e, per non fare un ulteriore torto a Carlo, uso la pillola per precauzione. Amanda ce la stiamo crescendo noi perchè i genitori li ha persi entrambi nell’incidente e Carlo scarica tutto il suo senso di colpa cercando di amarla come due genitori in uno. Per me, invece, non è la stessa cosa. Voglio molto bene ad Amanda e cerco di sopperire a ogni mancanza, ma la mia vita, oramai, sembra essere deragliata ed è come se l’incidente mi abbia lasciato in cambio un’esistenza posticcia di cui accontentarmi. Scopare con Paolo non significa tanto soddisfare un’esigenza fisiologica, come crede Carlo. È, piuttosto, un’attività che mi tiene legata alla mia vita precedente. Mi ricorda il periodo universitario in cui scopavo con ogni uomo che mi attraesse senza innamorarmi mai. Per me vivere vuol dire soddisfare i miei istinti fregandomene di tutti. So che non è la più nobile filosofia di vita che esista, ma io sono sempre stata così e non me ne pento affatto. Non trovo nulla di scandaloso nel sesso. L’essere umano si è evoluto nel corso della storia, cambiando usi e costumi, ma gli istinti primordiali sono rimasti invariati perchè sono tanto necessari quanto autentici. In natura non esiste vincolo di coppia, tantomeno, di conseguenza, tradimento. Io non sento di tradire Carlo. Tradire significa venire meno a un patto per mezzo della menzogna. Nel nostro caso, al contrario, abbiamo un accordo in tal senso. Prima dell’incidente eravamo una coppia, è vero, ma soltanto perchè non avevamo bisogno di altro. Non c’era nessun divieto tra noi, ci siamo sposati consapevoli che sarebbero potute capitare occasioni extra-coniugali. Il senso di colpa che avverto allo stato attuale dei fatti risulta, piuttosto, dalla situazione di imparità tra me e Carlo, per la quale io scopo e lui no. Ma lui mi ha tranquillizzata dicendomi che avrebbe fatto lo stesso, trovandosi al mio posto, anche se io sono convinta che, quando afferma questo, non dica la verità. Sono convinta che Carlo non avrebbe ceduto al suo istinto in luogo dell’amore che prova per me. Fin dall’inizio, ha accettato la situazione conoscendo la mia ideologia, che ha sempre finto di condividere, pur di stare con me. Forse, il suo sì che è amore, mentre io che, anche quando sono coinvolta sentimentalmente, scopo così come mangio e dormo e vado in bagno, ho tutta un’altra idea sull’amore.

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