Prescrizione del giorno dopo

suono-infinito-lorenzo-maiani-plindo

A chi, umilmente, crede

che il comunismo (chissà

per quale motivo

mai realizzatosi) sia

la soluzione;

a chi, superbo, spera

nel riscatto nazista

(chissà per quale motivo

mai restauratosi);

a chi impazzisce di ecologia

imponendo la presenza umana

sul pianeta terra;

a chi si duole e mormora,

a chi sconfina e perpetra,

a chi s’inganna

e rifugge nel passato

:

pulirsi gli occhi

con tergicristalli levagiri,

spolverare le memorie arrugginite

e frigide con aliti di brezza

spirituale.

La vita del mondo non è

la vostra vita. Il padre che avete

perso è solo uno dei padri morti.

L’eroe indefesso non cambierà

le sorti. È bello – oh sì che bello –

sentirsi importanti, strutturali,

necessari, determinanti.

Compiacetevi di voi stessi,

del cognome che vi precede,

della stima anticipata.

Ostentate la vostra cultura,

i titoli di cui vi fregiate

fingendo che ve ne fregate.

Provate a guardarvi, invece,

dall’eterno. No, non è un refuso.

Dove siete? Oh, vi siete persi?

Siete quel microbo che si butta giù dal letto

per sgobbare dietro la scrivania?

No, certo che no! Siete quell’altro?

Quello che si finge giovin signore

perché non accetta le regole?

E il ribelle? Sì, il ribelle

è autosufficiente.

Non si può farne a meno.

Uno ha lottato tutta la vita

non per i suoi diritti, certo, ma

per quelli dei posteri. Ammirevole.

L’altro ne ha uccisi a centinaia,

senza scrupoli.

Eppure, si assomigliano. Sì.

Da qui vedo, una certa somiglianza

– nell’aspetto, dico. Un puntino

impercettibile, disperato, in ogni caso.

Che meraviglia, la puerpera:

dona la vita

e poi la salva.

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