H

Cometa Donati 1858

Ogni sera, mentre lui non arriva, lei legge Manganelli, il quale, denso e poroso, le provoca un’eccitazione perversa senza pari.

Se lui arriverà entro il termine della sigaretta, la troverà ad attenderlo. Ma: la sigaretta brucia veloce e lei scandisce il tempo diversamente.

Lui, frattanto, sta contrattando con donne satellitari, dimenticandosi di lei.

Lei, invece, continua a pensarlo, nonostante i suoi studi la inglobino in orbite spaziali. Spaziali? Sì, perché lei si occupa di fisica quantistica, dimenticandosi del mondo reale. Reale?  Non quello che ruota attorno a un asse obliquo per ventiquattro ore seguendo le dinamiche ellittiche del sistema di pertinenza; quell’altro, strettamente territoriale, costituito di genti scontente, in attesa. Lei vi appartiene. Eppure, se ne dimentica. Lascia bruciare la sigaretta come un meteorite periodicamente tornante, appariscente. Resta in attesa, senza riflessione; terminata la sigaretta, inizia a leggere Manganelli. Il quale, inconsciamente, le causa la suddetta eccitazione perversa. C’è da domandarsi, a questo punto, se lei sia eccitata dallo stesso autore, ovvero dall’uomo che attende. Intanto, la cometa H. attraversa la volta visibile, senza che nessuno dei due lo sappia. Lo sa l’altra: quella che, dall’altro lato del telefono, cerca di persuadere lui, nella speranza di un ritorno. Perché, come la cometa, sa che tutto torna, in una notte.

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